In psicologia c’è un effetto chiamato “effetto del falso consenso”.
In pratica, riteniamo erroneamente che ciò che piace a noi piace anche agli altri.
E questo succede anche in psicoterapia.
Magari adotti un approccio multi-teorico (Cannistrà, 2024) e hai a disposizione diverse terapie da proporre al tuo cliente.
Magari sei focalizzato su un unico metodo.
Ti faccio una domanda: ti chiedi mai cosa preferisce il tuo cliente?
L’altro giorno ho iniziato una nuova terapia con una persona che soffre per una dipendenza affettiva.
Ho iniziato indagando il motivo per cui veniva da me e, nel farlo, sono venute fuori diverse sue risorse e leve: è stanca di questa situazione, vuole riprendere in mano la sua vita, vuole essere un bravo genitore, vuole dare spazio a una nuova relazione, vuole smettere di chiamare sempre l’ex-non-ex…
Ascoltandola ho avuto un’intuizione.
“Ascolta” le ho detto, “ti andrebbe di esplorare questi aspetti? Ti vedo molto motivata e la cosa che mi colpisce in particolare è la tua consapevolezza e motivazione. Vorrei provare a usarle per aiutarti, ti va?”
Mi dice di sì.
Così uso un modello di Terapia Breve che conosco bene e che credo faccia al caso suo: la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione (TBCS, Cannistrà e Piccirilli, 2021).
Mi segue e in effetti produce molti dettagli di come sarebbe il suo Futuro Desiderato e di quali sono i suoi punti di forza attuali, due aspetti centrali per la TBCS.
Ma non mi accontento e, durante, la seduta, le chiedo un paio di volte se ha senso quello che stiamo facendo.
Alla fine della seduta uso la Session Rating Scale (SRS) per valutare, in 30″, livello della nostra alleanza: 32 su 40, basso ma promettente.
Le dico che, in prima seduta, è normale avere un punteggio più basso (la soglia è 36) e lei mi conferma che in realtà è stata molto contenta, che non conosceva questo modello ma che l’ha trovato molto calzante, e che semplicemente aveva bisogno di vedere i risultati nella vita di tutti i giorni.
La volta dopo torna con dei primi piccoli cambiamenti.
Io continuo con la TBCS.
Lei, alla fine, ribadisce quanto le piaccia il modello.
La SRS sale a 36.2.
In terza seduta porta il primo cambiamento significativo.
Per me è la convalida definitiva che, per lei, per quel problema, per quella fase della terapia, stiamo usando il modello giusto, la comunicazione giusta e la giusta relazione.
Torniamo alla domanda iniziale: ti chiedi mai cosa preferisce il tuo cliente?
Spesso, per via dell’effetto del falso consenso la risposta è No.
Anni fa feci una TBCS con un’adolescente.
Anche lei mi seguiva e produceva molti dettagli di come sarebbe stato il suo Futuro Desiderato e di quali fossero i suoi punti di forza attuali.
E il suo SRS, alla fine della seduta, fu sopra la soglia minima: 36.6.
Ma c’è una differenza importante con l’altra persona: durante la seduta NON LE CHIEDO MAI SE HA SENSO CIÒ CHE STIAMO FACENDO.
Quando arriviamo alla fine e all’SRS la invito a dirmi se c’è qualcosa che avremmo potuto fare meglio.
È timida, non è facile farmi rispondere ed evitare la normale accondiscendenza che un’adolescente può provare verso un terapeuta, maschio, adulto, ma alla fine ci riesco.
“Avrei voluto qualche consiglio in più” mi dice senza guardarmi negli occhi.
E io per poco non casco dalla sedia.
Avevo condotto un’intera seduta pensando che il semplice fatto che la ragazza mi rispondesse adeguatamente a tutto ciò che le dicevo fosse un indice che stessi facendo la terapia giusta.
Ma era la terapia DI CHI?
Le Terapie Brevi sono approcci storicamente person-centered (Hoyt, 1994, 1996), ma questa etichetta è troppo ampia per non rischiare di perdersi l’unicità di chi si ha di fronte.
Il rischio di fare la TUA terapia, quella che SECONDO TE è la cosa migliore per la persona, è sempre dietro l’angolo. E la ricerca ci dimostra che è un rischio che porta allo stallo, al drop out o al peggioramento (Norcross e Cooper, 2021).
Fare terapia in tempi brevi significa anche capire quali siano le preferenze della persona per adattare la terapia al suo linguaggio, e cioè alla sua rappresentazione del mondo.
Se fai la terapia che vuoi tu sei un bravo tecnico.
Peccato che dall’altra parte non ci sia uno scaldabagno.
Bibliografia
Mullen, B. et al. (1985). The false consensus effect: A meta-analysis of 115 hypothesis tests. Journal of Experimental Social Psychology, 21(3), 262-283.
Cannistrà, F. (2024). How to Maximize a Single Session? From a Reflection on Theoretical Pluralism to the Definition of Five Goals. Journal of Systemic Therapies, 43(1), 104-117.
Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2021). Terapia Breve Centrata sulla Soluzione. EPC.
Hoyt, M. F. (Ed.) (1994). Creative Therapies. Guilford Press.
Hoyt, M. F. (Ed.) (1996). Creative Therapies. Vol. 2. Guilford Press.
Norcross, J., & Cooper, M. (2021). Personalizing Psychotherapy. Assessing and Accomodating Patient Preferences. American Psychological Association.
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