Come orientarsi tra modalità dirette, indirette e miste nell’intervento con le famiglie?
Quando tengo gli Open Day della nostra Scuola dico sempre una cosa: “Non importa che Scuola sceglierete, ricordate però una cosa: non è più il tempo del lavoro monadico. Puoi scegliere di lavorare esclusivamente con gli individui – è la forma di lavoro che faccio più spesso – ma DEVI sapere quando un intervento sistemico potrebbe essere più adeguato.
In particolare, al di là di quella che privilegerai, devi saper lavorare con le quattro forme della psicoterapia:
* Diretta-Individuale: il tipico lavoro con la persona che porta il problema
* Diretto-Sistemico: il lavoro diretto con chi porta il problema e con elementi del suo sistema di riferimento (ad es., un figlio con un problema che vedi assieme ai genitori)
* Indiretto-Individuale: il lavoro con un individuo che viene per affrontare il problema di un altro (ad es., una mamma che viene per il problema del figlio)
* Indiretto-Sistemico: il lavoro con un sistema in assenza del “paziente designato” (ad es., una coppia di genitori che vengono per il problema del figlio)
Ripeto, non importa come sceglierai di lavorare: importa saper riconoscere, o ipotizzare, quando una delle quattro forme sopra descritte è, presumibilmente, la più corretta.
Di seguito copio il link a un video delle dottoresse Angelica Giannetti e Beatrice Pavoni, membre dell’Istituto ICNOS, dal titolo “La terapia diretta, indiretta e mista: come orientarsi nell’intervento con la famiglia”, in cui danno una panoramica dell’applicazione di questi principi nel lavoro con le famiglie.
Lo trovate qui.
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