Come si fa ad ascoltare in modo attivo?
Marinella Sclavi pioniera dell’Ascolto Attivo nel nostro Paese lo riassume in sette regole che in questo video cerco di declinare per i terapeuti.
Regola numero 1: “Non avere fretta di arrivare alle conclusioni”.
Come dicevo in un recente video, in due recenti video, quando quando faccio supervisione ai terapeuti, spesso non è che gli insegno delle tecniche particolari, o meglio, può anche capitare, ma la maggior parte del lavoro non si concentra su quello, si concentra piuttosto sul definire meglio l’obiettivo e, ancora prima, definire meglio il problema.

Io stesso passo buona parte della prima seduta a fare questo e mi sembra che rispecchi la regola numero 1.

Senza un obiettivo chiaro non andrai da nessuna parte.
Se vuoi saperne di più guardati i video “Prima seduta di psicoterapia: la primissima cosa che devi assolutamente fare” e “Prima seduta di terapia: la seconda cosa che deve assolutamente fare”.

Regola 2: “Quello che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi”.
Cerca sempre di capire attraverso quali lenti sta interpretando quello che la persona ti sta dicendo, anzi, se posso permettermi, cerca di non interpretare affatto, fin dove è possibile stai sui fatti.

Più stai sui fatti, meno castelli in aria costruisci e, come si sta sui fatti? Chiedendo alla persona se hai capito bene, chiedendo proprio: “Ho capito bene? È questo che intendi? Cosa significa questa cosa che hai detto?” O ancora: “Cosa intendi quando dici x?”.

Regola numero 3, connessa alla precedente: “Se vuoi capire per bene quello che l’altro dice, chiedigli di aiutarti facendoti spiegare i come e i perché”.

Come sopra, chiedi sempre feedback al tuo paziente in modo da poterti aiutare a comprendere il suo punto di vista, il modo in cui lui vede quelle cose, il modo in cui lui le intende.
Tutti arriviamo a comprendere una frase come: “Ho bassa autostima”, “Non mi sento amato”, però come lo intende precisamente la persona che hai di fronte?
Dovresti chiederglielo.

Regola 4: “Le emozioni che provi non ti aiutano a capire quello che vedi, ma come lo vedi”.
Le emozioni che provi in seduta dicono qualcosa di te, qualcosa della persona e qualcosa di quella relazione.

Questo non significa che il processo terapeutico passi per l’interpretazione di quelle emozioni ma che devi essere consapevole del ruolo che giocano.

Regola 5: “Stai attento a quei dettagli fastidiosi che minano ciò in cui credi”.
Da piccoli fenomeni non verbali a esplicite dichiarazioni di dissenso che non cogliamo perché in contraddizione con la nostra teoria. Ecco, se ti perdi questi pezzi rischi di perderti il paziente.

Ancora una volta: hai un dubbio su qualcosa che persona ha fatto? Qualcosa che ha detto? Qualcosa che sta provando in quel momento? Bene, fatti un favore, fallo anche a lei: chiediglielo.
Insomma, sembra che la regola omnia dell’ascolto attivo è chiedere feedback a chi hai di fronte.

Regola 6: “Il buon ascoltatore è quello che utilizza questi momenti di conflitti per imparare a gestirli, per diventare bravo a gestire i conflitti con la persona che sta ascoltando”.

Non insistere, non opporti. Ricorda sempre che una spinta provoca una spinta contraria, che l’insistenza produce la resistenza, che l’imposizione produce opposizione.

Se c’è un conflitto alza le mani. Non sei lì per convincere qualcuno. Sei lì per aiutarlo a trovare la sua strada.

Regola 7: “Lo humour ti rende esperto nell’arte dell’ascoltare”.

Non devi ovviamente prenderti gioco della persona che hai difronte, ma come dicevano personalità come Bateson o Whitaker devi imparare a usare lo humour per aiutare la persona a vedere le cose da un altro punto di vista e nel momento in cui imparerai veramente ad ascoltare vedrai che lo humor… arriverà da sé.

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