Qual è la seconda cosa che devi subito fare in psicoterapia?

Alcune settimane fa ti ho descritto la prima, ed ora beh ti descrivo la seconda.
La prima era definire il problema in termini operativi, le ho dedicato quel lungo video, diverse pagine nel nostro libro “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” e quindi non mi ripeto.

E la seconda? La seconda è definire l’obiettivo, ma in un modo particolare.

Tra una manciata di giorni, il 10 e 11 settembre, potrai assistere ad un evento unico.

Oh, io dico unico perché unico lo è davvero eh, cioè niente marketing, niente fronzoli, niente ..

È unico. È unico perché ci saranno tutti insieme Moshe Talmon, Michael Hoyt, Jeff Young e tutta una serie di grandi esperti, i più grandi, tra i più grandi esperti di Terapia a Seduta Singola.

Calcola che l’ultima volta che li abbiamo visti tutti insieme così era nel 2019 al Terzo Simposio Internazionale di Terapia a Seduta Singola a Melbourne, e peraltro Talmon non c’era.

E cosa c’entra col nostro discorso sull’obiettivo?

Beh, molti di loro ti diranno che per aiutare le persone velocemente, addirittura magari in una sola seduta, dovrai fare una cosa assolutamente: definire l’obiettivo di quella seduta.

Sai perché è fondamentale? Perché se ti dai un obiettivo per quella seduta fai due cose: da un lato permetti a quella persona di uscire da quella seduta, da quell’incontro, con qualcosa di concreto.

E questo, oltre a rafforzare l’alleanza terapeutica perché la persona se ne uscirà da quell’incontro con la sensazione, l’impressione, la certezza di aver lavorato esattamente su quello per cui era venuta, rinforzerà anche il suo senso di competenza.

E dall’altro stai facendo una cosa importante: come diceva Erickson, raggiungendo un piccolo obiettivo, poi un altro piccolo, poi un altro, poi un altro e poi un altro, alla fine avrai raggiunto un grande obiettivo.

È come in un puzzle sostanzialmente.

Quindi, come devi fare?

Allora, il paziente arriva, lo fai sedere e definisci il problema come abbiamo visto nell’altro video.
Dopodiché gli chiedi “Rispetto a questo problema che mi hai appena riferito (in termini operativi, come mi ha detto Flavio Cannistrà nel suo video) cosa dovremmo fare oggi in questa seduta che ti farà dire che il nostro incontro di oggi ti è già stato utile?”.

A volte la persona sa rispondere subito, a volte devi fare qualche variante sul tema.

Ad esempio puoi dire “Se oggi l’incontro fosse già utile, da che cosa te ne accorgeresti?”, oppure “Qual è il primo piccolo passo che dobbiamo fare oggi per andare verso la risoluzione del tuo problema?”, e via dicendo.

Trovi tutta una serie di domande sempre nel libro, un altro libro dove trovi una serie di domande simili è “Psicoterapie Brevi” di Michael Hoyt, quindi se vuoi qualche esempio lo trovi lì, e poi qualche altro video dove ho parlato di problema obiettivo ce ne sono ulteriori.

In più, scusa eh io continuo a parlarne però siamo ormai agli sgoccioli, è un evento a cui tengo tantissimo quindi perdonami, il 10 e 11 settembre ne parleranno anche questi autori, ma il bello è che avrai anche degli spazi abbastanza lunghi per fargli delle domande e chiedergli magari i tuoi dubbi, le tue perplessità o degli accorgimenti ulteriori anche sull’aspetto dell’obiettivo e anche sull’uso della Terapia a Seduta Singola con diverse problematiche, eccetera.

E poi, una volta che hai definito l’obiettivo, o meglio una volta che hai posto questa domanda per definire l’obiettivo della seduta, ci sono almeno due grandi aree di risposte che ti danno i pazienti: quelle centrate sul “capire” e quelle centrate sulle strategie.
Nel primo caso la persona ti potrebbe dire qualcosa del genere “Come obiettivo di questa seduta vorrei capire perché …. qualcosa….”.

“Capire perché mi è successo questo, capire come funziona il problema o una determinata cosa, capire perché gli altri si comportano in questo modo con me, eccetera.”

Nel secondo caso ti chiede generalmente delle strategie per fare qualcosa: strategie per gestire l’ansia, strategie per comunicare meglio, strategie per sentirsi più sicura e via dicendo anche qui.

A questo punto ti potresti porre una domanda: ma l’obiettivo non dovrei deciderlo io che sono il terapeuta?
Eh, no!

Ovviamente tu sei esperto del processo terapeutico e dei problemi così come li hai studiati ed in base ovviamente alle tue esperienze fatte, ma la persona è esperta del proprio modo di funzionare e del modo di funzionare del problema nella sua di vita e non sui libri, e questo ti deve interessare.

Ti deve interessare perché, innanzi tutto, come detto la terapia si basa, l’alleanza terapeutica in particolare su cui si basa buona parte del successo della terapia, anzi grandissima parte del successo della terapia, si basa l’alleanza terapeutica anche sul discorso di accordo sugli obiettivi.

Se tu poni un obiettivo non condiviso o, addirittura, se non condividi un obiettivo che hai in mente di raggiungere rischi fortemente un drop out.

Inoltre l’alleanza terapeutica, e quindi il successo della terapia, si basa anche sul concetto di accordo sui metodi e i significati che emergono in terapia.
Se definisci per bene cosa la persona vuole capire e che tipo di strategie vuole utilizzare, beh allora è molto più facile che tu riesca ad adattare la terapia a lei, altrimenti il rischio è quello di proporre interpretazioni, ristrutturazioni, metafore eccetera che non appartengono al suo repertorio di significati.

Oppure di proporre delle strategie che non ritiene essere utili per raggiungere il suo obiettivo.

E devi sapere che definire il problema e definire l’obiettivo sono due cose che mi sono ritrovato a fare più di frequente in supervisione
Non è quasi mai questione di quale tecnica devo utilizzare con questo paziente, è molto più spesso una questione di quale problema, come funziona, meglio ancora, il suo problema e quale obiettivo vuole raggiungere per quel problema.

Rimandandoti a visitare la pagina di cui trovi il link su l’evento del 10 e 11 settembre, la Pratica della Terapia a seduta Singola, peraltro giuro è l’ultimo video in cui ne parlo, mentre la guarderai, mentre sarai di fronte a quella pagina potrai allora a questo punto porti una domanda: nel voler partecipare a questo evento…
…qual è il mio obiettivo?

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