Se non sai che cos’è la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione … è un problema.

Oltre una decina di metanalisi, centinaia di studi anche RCT, migliaia di case report, e decine di migliaia di persone formate in tutto il mondo in questo approccio.

È di questo che stiamo parlando ragazzi, e ti pare che solo in Italia la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione era praticamente sconosciuta?

Se fate una ricerca sull’argomento, troverete tutta una grande quantità di libri sull’argomento in inglese, mentre in italiano 0.

O, per la precisione, li troverete anche in tedesco, in francese, in olandese, in giapponese, e in mandarino anche.

A onor del vero qualcosa c’era anche in italiano, ma dobbiamo usare il passato perché sono tutti fuori edizione.

Quindi… eccoci qua: “Terapia Breve Centrata sulla Soluzione. Principi e pratiche”, scritto da me e Federico Piccirilli, con dentro un sacco di autori interessanti, soprattutto un libro…pratico.

“Ma tu non ti occupavi di Terapia a Seduta Singola?” mi ha chiesto qualcuno.

Allora chiariamoci: il mio obiettivo è quello di rendere le terapie il più brevi, efficaci e sostenibili possibile, quindi per questa ragione da circa, quasi, 15 anni studio le Terapie Brevi.

Indubbiamente la Terapia a Seduta Singola è un metodo straordinario, ma se mi fossi fermato lì avrei comunicato che esiste un solo metodo valido, o migliore, per qualunque situazione…ed invece?

Invece nei miei studi ho visto che servono diversi approcci per diverse situazioni, mi sono imbattuto più e più volte nella Terapia Breve Centrata sulla Soluzione, sono andato in Inghilterra ripetutamente al BRIEF per formarmi con i loro esponenti, sono andato anche come relatore in alcuni convegni sull’argomento, e alla fine abbiamo scritto questo libro sull’approccio.

E di che parla?

Il libro è la sintesi dei miei studi di quello dei miei colleghi sull’approccio, è un libro pratico, ma soprattutto lo abbiamo pensato “per te”.

Questa cosa fa molto televendita “lo abbiamo pensato per te!”.

Beh non lo abbiamo pensato “per te” in questo senso: il punto è che non credo che abbiamo bisogno di abbattere altri alberi per pubblicare libri che non interessano davvero a nessuno, e quindi abbiamo cercato di fare qualcosa che fosse davvero utile.

È stato così in questo caso?

Ragazzi, io non lo so questo lo dovete dire voi, però una cosa io posso dirvela: ed è semplicemente cosa c’è qui dentro, così vi fate un idea e vedete se ne può valere la pena.

Innanzitutto, dopo la bella prefazione di Evan George, che è uno dei membri fondatori del BRIEF, il libro lo abbiamo diviso in due parti: i Principi e le Pratiche.

Si inizia col capitolo di Angelica Giannetti: la storia, le origini della Terapia Breve Centrata sulla Soluzione.

Angelica fa una cosa bellissima: ti fa ripercorrere velocemente tutta la storia della psicoterapia, perché in questo modo, arrivando ovviamente fino all’evoluzione, anzi alla nascita, e poi l’evoluzione della TBCS, ma in questo modo ti fa vedere tutta la storia della psicoterapia per farti capire come la TBCS parte da delle differenze rispetto agli approcci tradizionali.

Poi Pierpaolo D’Alia fa una panoramica sui principi teorici della TBCS, e lo fa in un modo molto dinamico: la forza della TBCS è che non hai bisogno di una profonda comprensione dei principi sottostanti, basta avere un’ottima composizione della pratica, però se hai anche la prima, una comprensione dei principi, riesce a gestire meglio la complessità.

Ora io non so perché mi sto tenendo questo libro in mano, lo posso benissimo ripoggiare qui.

Ma visto che con il libro ci devi lavorare, ve l’abbiamo detto, Federico Piccirilli fa una panoramica, invece, delle prassi: la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione si è diversificata in diversi approcci, in diverse modalità, e c’è un capitolo del libro in cui spieghiamo questo modello, quello che presentiamo noi, step by step, che è il modello del BRIEF, appunto.

Però, per comprenderlo meglio, Federico ti dà proprio un’idea delle prassi generali e comuni a tutti, o quasi, gli approcci di TBCS.

Chiude questa parte Alasdair Macdonald, dall’Inghilterra, sono tutti dall’Inghilterra i contributori esterni, che ho voluto, Alasdair , fortemente.

Perché? Perché lui, probabilmente, uno dei più adatti a darci un’idea dei risultati della ricerca e degli ambiti applicativi, delle modalità applicative della TBCS avendo fatto questo lavoro per la European Brief Therapy Association per qualche decina d’anni.

Arriviamo, poi, alla seconda parte: la Pratica.

Cominciano Chris Iveson e Mark Mckergow, che danno un contributo preziosissimo: il modello, infatti l’ho detto, è tratto da quello del BRIEF di cui Iveson, insieme a Evan George, è uno dei fondatori.

Il loro modello mi fa impazzire perché è di un minimalismo fantastico, è tanto essenziale quanto geniale e io volevo fortemente questo capitolo, che è uscito originariamente in inglese come articolo per il Journal of solution focused practice, se mi ricordo bene.

Ed è un capitolo bellissimo perché riesce a farti vedere le implicazioni profonde a livello epistemologico, teorico, dell’approccio, ma con tutte le declinazioni pratiche.

E c’è anche una descrizione di un caso molto interessante, trattato appunto da Iveson.

E arriviamo al capitolo successivo: ha in sé tre capitoli successivi che sono scritti e curati da… me!

I primi due sono proprio sulla pratica del modello di TBCS del BRIEF: come il libro Terapia a Seduta Singola, principi e pratiche, spiego proprio step by step come condurre una seduta di TBCS.

Ovviamente in un capitolo parlo della prima seduta e nel capitolo successivo parlo delle sedute seguenti.

Illustro ogni singola tecnica, ogni singolo intervento, il tutto corredato con dei casi reali e con dei commenti sui casi che ti permettono di vedere come si applica effettivamente.

E, inoltre, ho inserito una grande quantità di “come fare se”: se il paziente si blocca, se risponde negativamente, se è resistente o demotivato, se non risponde alla Miracle Question, se è 16 mandato da terzi,…

Insomma, cerco di rispondere un po’ a tutto.

E, nell’ultimo capitolo, ci sono una serie di casi clinici, anche stavolta abbiamo chiesto a chi si è formato con noi di presentarci dei loro casi perché così potevamo dare diversi punti di vista, di diverse situazioni, del modo differente di trattarle: problemi di coppia, rischio suicidio, abuso di sostanze, problemi familiari, psicosi.

Bello, sono contento, un libro che non era per niente facile da scrivere e che spero abbia raggiunto il punto.

Ne parlerò sicuramente anche in altri libri dei suoi contenuti, di questo approccio, quindi se ancora non l’hai fatto attiva alle notifiche cliccando sulla campanellina, così saprai quando escono dei miei nuovi video.

Ora la domanda sul libro, l’ultima domanda, è: sarà o meno utile, davvero, alla nostra categoria?

Io spero di sì, ma non posso saperlo, questo è il problema quindi il vostro giudizio…

…sarà la soluzione.

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