Un uomo è stato tradito dalla moglie, nessuno dei due ne parla ma la cosa sembra davvero palese.

Questo fa si che tra i due ci sia una costante tensione, ma il fatto di non parlarne fa si che non ci potrà mai essere un chiarimento, ma solo litigi.

David Grove, il terapeuta, chiede allora una supervisione ad uno dei maestri della Terapia Breve: Jay Haley.
Grove sa per certo del tradimento perché la moglie, a lui, lo ha confessato in una seduta individuale. Tra parentesi questo è il motivo per cui raramente seguo individualmente due coniugi, però questo sarà oggetto di un altro video.

È inoltre convinto che l’uomo, il marito, sospetti la cosa ma non sa cosa fare: deve dirglielo oppure no? Dirglielo no, non è una buona idea e, soprattutto, non è decisamente etico. Ma finché l’uomo non deciderà di guardare le carte che sono sul tavolo, di prendere cognizione della realtà dei fatti, le cose non si sbloccheranno: i due non vivono felicemente, entrambi hanno deciso di venire in terapia per risollevare il proprio matrimonio, la moglie addirittura ha seguito il consiglio di Grove di interrompere, quantomeno temporaneamente, la relazione extraconiugale però, anche se
il marito ha detto di voler migliorare la propria situazione con la moglie, non alza un dito per farlo.

Haley da un pimo suggerimento: vedere il marito da solo e dirgli che “qui c’è un mistero”.

In pratica suggerisce a Grove di fare una considerazione, su quanto sta avvenendo, in questo modo: deve fare una seduta imperniata sul punto che il fatto che lui voglia veramente risolvere i problemi all’interno del matrimonio, ma che non alzi un dito per farlo è davvero un mistero.

Grove fa quanto detto e poi torna da Haley: gli racconta che in quella seduta l’uomo gli ha confessato di non sapere se può ancora fidarsi della moglie, anche se non gli ha saputo dire il perché. Grove lo ha incalzato chiedendogli che cosa abbia fatto la moglie per non meritarsi più la sua fiducia e l’uomo ha risposto “Si è allontanata sessualmente da me”.

Ancora non parla di tradimento, e quando Grove lo incalza e gli chiede come mai, perché secondo lui si è allontanata sessualmente da lui, l’uomo risponde che è avvenuto anni prima, quando lei lavorava di notte. Tuttavia, per l’appunto, non parla di tradimento e secondo Grove continua a non esserne consapevole. Haley, a questo punto, chiede a Grove se stesse ascoltando l’uomo in modo letterale o metaforico, infatti “lei lavorava di notte” poteva avere una doppia valenza. A quel punto la supervisione si centra proprio su questi due modi di ascoltare e parlare.

Secondo i due terapeuti, l’uomo fa una fatica enorme a riuscire ad ammettere il tradimento, perché lo vive come una profonda prova di slealtà; non solo il terapeuta non poteva dirglielo, anche per le ragioni etiche, ma sarebbe stato controproducente farlo. Utilizzare la metafora, l’allusione, il discutere di una cosa per parlare di un’altra sembrava, invece, un ottimo modo per affrontare la cosa senza affrontarla davvero.

I due trovano, così, un modo per aiutare la persona ad affrontare un processo di elaborazione senza farlo in modo diretto, perché quest’ultimo tentativo avrebbe provocato un drop-out o peggio. La cosa interessante è che alla fine della terapia l’uomo cambierà completamente atteggiamento e sentimenti, anche se non riconoscerà mai il tradimento.
È interessante questo aspetto per almeno due motivi. Il primo è che i terapeuti si sbagliavano nella formulazione iniziale, nell’obbiettivo iniziale di “dover parlare del tradimento” a tutti i costi: hanno cercato di portare l’uomo, a più riprese, a parlare del tradimento, ma questo si è categoricamente rifiutato con tutte le sue forze. Tuttavia parlarne in modo indiretto, “parlarne parlando d’altro”, gli ha permesso di arrivare ad una soluzione nel modo più adatto per lui: alla fine della terapia l’uomo uscì dallo stato depressivo in cui verteva e, pur non parlando mai di tradimento, decise che il divorzio era la cosa migliore. Si lasciò con la moglie in buoni rapporti, cosa che permise di avere una gestione dei figli alquanto adeguata, e si trovò un’altra compagna un po’ di tempo dopo.

Non è scontato perché un altro scenario sarebbe potuto essere quello composto da litigi, furie, solitudine e figli vittime di questi genitori.

Un bel caso, un buon allenamento sui diversi livelli comunicativi a cui possiamo fare ricorso e un invito a formarsi con accuratezza affinché noi psicologi possiamo sempre essere consapevoli…

…di ciò di cui stiamo parlando.

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