Mandy arriva da Terry Soo-Hoo per un tipico problema di coppia: lei e suo marito Josh litigano costantemente.

Non c’è violenza fisica, ma Josh non perde mai occasione per far notare a Mandy tutte le cose che lei non fa per lui, o che non fa abbastanza bene: la cena che non è pronta in tempo, la casa non abbastanza in ordine, i panni ancora da lavare…

Mandy dice di non essere perfetta, ma nemmeno incapace: accusa Josh, che si è rifiutato di venire in terapia, di essere eccessivamente puntiglioso, ossessivo e critico nei suoi confronti, cosa che fa scoppiare tutte le volte liti.

Josh è molto stressato sul lavoro, ma Mandy sostiene che questo non può essere una giustificazione per prendersela con lei, e comunque ormai sono arrivati al limite, ormai è troppo arrabbiata con lui per fargliela passare liscia, quindi è guerra aperta.

Terry, che ha lavorato al Mental Research Institute per lungo tempo e quindi è un esperto di dell’approccio strategico, decide che la cosa migliore da fare è andare a bloccare le tentate soluzioni.

Potendo lavorare solo con Mandy, comincia innanzitutto a cercare che cosa funziona nella coppia: fortunatamente, a parte questi litigi che comunque ne minano la stabilità, la coppia funziona abbastanza bene.

Terry si felicita di ciò, e quindi passa a cercare di disinnescare che cosa non funziona e cerca di partire dallo stress di Josh: visto che in terapia c’è solo Mandy, chiede a lei se potrebbe essere di aiuto che lei facesse qualcosa per diminuire lo stress del marito.

Mandy dice di sì, che sicuramente alleviare lo stress del marito potrebbe essere di aiuto, ma c’è un solo un piccolo problema: non ha minimamente intenzione di fare una cosa simile.

È comprensibile, dopotutto: attualmente Mandy è talmente arrabbiata con il marito che chiederle di aiutarlo a diminuire il suo stress non le passa nemmeno per l’anticamera del cervello. E, in questo punto del racconto, Terry dice una frase che io vi consiglio di appuntarvi su un post it e tenerlo all’interno del cassetto della scrivania nel vostro studio: “interventions have to make sense to the client”, gli interventi devono avere senso per il cliente.

Puoi avere la tecnica più figa del mondo, la ristrutturazione più geniale o la soluzione che ti pare, ma se non ha senso per il tuo cliente non andrai da nessuna parte.

Se una tecnica, ad esempio, non la farà, o se la farà la farà male, o se anche la farà bene, non ti aspettare che l’effetto sortito sarà quello che tu avevi esattamente in mente. O nell’ambito di una ristrutturazione di significati è il momento in cui tu cerchi di confrontarti di far passare un nuovo significato alla persona ma quella, per usare un termine che a noi è già tanto caro, “resiste”.
Non è che sta resistendo, non è una resistenza, è che non ha senso quello che gli sta dicendo per lei.

Infatti è facile in questo momento, in situazioni simili, dire che il cliente è resistente, e magari addirittura trovare qualche tecnica per aggirare la resistenza del cliente, solo che il problema è che quella resistenza l’hai creata tu!

Terry quindi fa la cosa più giusta, cambia strada e fa due cose: la prima è ripescare una cosa che man di gli ha detto quando lui stava indagando che cosa funzionasse all’interno della coppia, e cioè il fatto che Mandy ha detto che tra di loro, tra lei e Josh, c’è veramente tanto humor, scherzano, ridono, si prendono in giro, una coppia di simpaticoni insomma.

La seconda è quella di trovare un accordo per un’altra strada.

Infatti si mostra d’accordo con Mandy quando lei gli dice che non ha alcuna intenzione di diminuire lo stress del marito, e a quel punto le chiede se possa essere d’aiuto trovare un’altra strada che permetta a lei di evitare di alimentare le discussioni e i litigi, e su questo Mandy si trova d’accordo.

“Ma come posso fare?” gli chiede, ed ecco che Terry fa la sua proposta indecente: “Tutte le volte che Josh ti riprende con una delle sue critiche puntigliose”, dice Terry, “tu devi girarti di spalle, piegarti, abbassarti la gonna, scuotere il sedere e dire ‘baciami il c**o, bello!’.”

Mandy scoppia a ridere: “È sicuramente una cosa che voglio provare!”, dice.

L’unico timore che le rimane è se sarà effettivamente in grado di metterlo in atto al momento giusto, perché teme che in quel momento tra troppo arrabbiata per farlo, e Terry qui propone una cosa che trovo incredibilmente sagace: le suggerisce di allenarsi con Josh nei momenti in cui due sono tranquilli e non litigano, dicendole qualcosa del genere “ho qualcosa da dirti, voglio farti vedere come mi fai sentire quando mi critichi in quel modo”.
Questo, non solo è appunto una forma di allenamento che aiuterà Mandy a fare un collegamento con quel modo di reagire che potrà utilizzare più facilmente poi nel momento del bisogno, a mio parere aiuta anche a preparare il terreno, a mandare a Josh un messaggio in un momento in cui è più ben disposto a riceverlo, permettendo anche a lui di fare un collegamento nel momento in cui ci sarà una litigata con questo messaggio detto invece nel momento opportuno.
La seduta finisce, e i due, Terry e Mandy, si danno appuntamento a tre settimane successive.

Al suo ritorno Mandy è entusiasta: la tecnica ha completamente disinnescato le liti e non solo.

Durante le liti Josh scoppiava ridere e Mandy con lui ogni volta che l’hai metteva in atto la scenetta, e le rispondeva “Ok, I got the message”, “Ok, ho ricevuto il messaggio”.

Ma soprattutto, usando le parole di Mandy, questa scenetta messa in atto in quelle liti, in quelle occasioni, diventava un modo per fare del “gran sesso”, come dice Mandy appunto, al punto che, riferisce a Terry, hanno avuto più rapporti di miglior qualità nelle ultime tre settimane che da molto, molto tempo.

A questo si aggiunge un ulteriore conquista: Josh decide di venire in terapia, la quale va avanti per altre quattro sedute che sono un’occasione per limare i loro modi di interagire, parlare di quello che c’è bisogno di consolidare, dei risultati che bisogna consolidare, e limare le cose che ci sono da limare.

Un bel caso davvero, perché si basa sulle risorse di Mandy e Josh, sull’utilizzo del loro umorismo e su un modo di adattare le terapie alle caratteristiche dei clienti.

Questo è quello di cui abbiamo bisogno in terapia e che, se ci pensi, è quello che torna più utile…

…in fondo.

 

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