Qual è la cosa essenziale da fare in psicoterapia? Cosa ti viene in mente quando pensi “devo studiare per diventare un terapeuta migliore”?

Qual è la cosa che devi studiare o allenare? Non so voi, però a me per lungo tempo veniva in mente qualcosa come “devo studiare la tecnica nuova”, “devo imparare un protocollo più adeguato, o devo migliorare le mie strategie comunicative”. In altre parole c’era spesso l’idea di dover apprendere qualcosa di nuovo, di fondamentale, di essenziale che mi permettesse di diventare
un terapeuta migliore. E non è che questa idea fosse campata in aria!

Magari leggendo gli scritti di gente come Milton Erickson, Carl Whitaker, Irving Yalom e chi più ne ha più ne metta, ti sembra che siano dei maghi della terapia e vuoi capire come diventarlo anche tu. Così vai, studi, ti formi, cerchi di trovare la tecnica definitiva, il segreto ultimo, il sagro Graal che ti permetterà finalmente di liberare tutti i tuoi pazienti dal problema della “malattia mentale”.

Ecco… no.

Io ovviamente ho usato appositamente l’aberrante termine “malattia mentale”. Il punto è che se stai cercando l’essenziale in psicoterapia, rischi di dover accostare e renderti conto che hai una ruota a terra.

In una bella intervista con Michael Hoyt contenuta nel secondo volume di Constructive Therapies, Steve De Shazer dice una cosa molto interessante: spesso l’essenziale non è abbastanza.

Non è la frase esatta, quindi non citatela.

In ogni caso Steve intendeva proprio questo e lo capì studiando Milton Erickson. Voi sapete che Erickson non ha scritto nemmeno mezzo libro, e che tutti i suoi libri erano scritti da altri, e in quasi tutti si cerca di trovare l’essenza di Erickson, le regole del suo lavoro, i principi della sua pratica…le ricette da seguire per diventare anche tu Milton Erickson in 5 weekend.

Il punto, dice De Shazer, è che l’essenziale, l’essenza, non è abbastanza. È come se prendi un Petit Verdot e lo riduci al suo odore di more. Voi non lo sapete ma ho appena fatto un corso
da Sommelier, io che capivo di vini quanto di ingegneria aerospaziale. Il vino è composto dall’odore, certo, ma anche dal gusto, dal colore, dal corpo, il corpo ragazzi.. quanto ti riempie la bocca,
quanto è pesante o leggero il vino sulla lingua. Voi ci avete mai pensato a quanto è pesante o leggero il vino sulla vostra lingua quando lo bevete?

Ecco, la psicoterapia è simile alla degustazione del vino.

Non puoi inseguire la tecnica definitiva o studiare l’ennesimo protocollo manualizzato se non c’è tutto il resto. Steve De Shazer lo chiarisce molto bene nell’intervista, si rese conto che tutto ciò che era al di là dei principi essenziali di Erickson, era essenziale.

Va beh, Fla, 16 minuti di video per dirci sempre lo stesso punto, e millantare delle improbabili conoscenze enologiche… qual è il succo?

Il succo è che se vuoi diventare un ottimo terapeuta fai bene a studiare Erickson, Freud, Minuchin, Piccirilli e la loro essenza, ma non solo. Ci sono i dettagli, che sono altrettanto importanti,
che fanno quella cosa chiamata terapia. Allarga i tuoi studi, non limitarti e sopratutto fai pratica, mettiti alla prova, metti le mani in pasta. Non solo con il cliente, anzi, sopratutto
al di fuori del tuo studio. Perché, chiudendo con la frase più abusata
dai millennial, ora sai che spesso l’essenziale…

… è invisibile agli occhi.

 

 

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