Oltre 1.100 ricerche mostrano che l’alleanza terapeutica è uno dei produttori più importanti del risultato della psicoterapia.

In pratica, se l’alleanza terapeutica è deficitaria, e molto probabile che le cose con il tuo paziente andranno male, se invece c’è una buona alleanza è più probabile che avrete successo.

Questo mica lo dico io eh, lo dice John Norcross in un libro, di questo poi è uscita pure la terza edizione. Norcross oggi probabilmente è uno dei più grandi studiosi dell’alleanza terapeutica contemporaneo.

Quindi il video potrebbe finire qui:

L’alleanza terapeutica è importante? Si
Quanto? Tanto

Tanti saluti!

Ma il fatto è che, come sapete, a me piace fare le pulci.

Sì, perché alleanza terapeutica può voler dire tutto e niente:
se non definiamo le componenti è come se stessimo

dicendo qualcosa come “la felicità è importante per la salute”.

Si, va bene, ok,  ma che cosa intendi per felicità?

Devo sapere esattamente di che cosa  stai parlando se voglio avere la possibilità di aumentare la mia felicità e di  conseguenza la mia salute. Stessa cosa per l’alleanza terapeutica. Peraltro prima ho dimenticato di dire che Norcross è il più grande studioso di relazione terapeutica, di cui l’alleanza è una parte. E non di rado infatti senti molti colleghi che, giustamente, dicono la relazione terapeutica è importante, che è però già una cosa diversa dall’alleanza, ma poi sembra che non abbiano bene idea di cosa si parli, o meglio non ne hanno un’idea proprio precisa. C’è un po quest’impressione che se  siamo carini e coccolosi con i nostri clienti, se creiamo un ambiente caldo,
allora il paziente ne gioverà. Così io ho aumentato la temperatura nel mio studio,  e i pazienti hanno incominciato a sudare!

“Ma no Flavio, con più caldo si intende che devi essere più buono, più accogliente, ecco! Devi essere più accogliente.”

Vabbè ma che cosa vuol dire accogliente?  Cioè cosa devi fare, che intendi? Lo devi abbracciare, se si mette a piangere devi  allargare le mani e dire “su, su vieni qua a papà”?

Perché questo è, effettivamente, un modo  di definire il termine “essere accogliente”.

Ecco, ovviamente non diciamo “vieni qua a papà” ai nostri  clienti, e impariamo a definire l’alleanza terapeutica. Questo, peraltro, è un processo che dovresti fare per ogni costrutto, e questo è uno dei motivi per cui io non mi accontento di indicazioni teoriche quali: “dobbiamo rafforzare l’Io”, “bisogna costruire una base sicura” o “l’Io bambino deve comunicare meglio con l’Io adulto”. Voglio concetti netti e “operazionalizzabili” e  non vaghi ed eccessivamente interpretabili. Rispetto all’alleanza terapeutica, uno dei modi per  lavorarci in modo da aumentare l’efficacia terapeutica è quello di concentrarsi su quattro elementi che la compongono.

Sarebbe, poi, più preciso dire che questi quattro elementi vengono messi in un insieme che chiamiamo, appunto, alleanza terapeutica, però è evito di proseguire in questa
direzione se no ti divento antipatico. E visto che, mentre registravo questo video, mi sono accorto di essere andato per lunghe, e c’è ancora un bel po da parlare, direi che rimandiamo i quattro elementi alla prossima settimana,  in modo tale da poter spaccare per bene il capello…

…in quattro.

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