I problemi della storia sessuale sono sempre complessi, e temo che un video possa risultare limitante.

Ci sono questioni organiche e relazionali che, nella valutazione della terapia, devi tenere in considerazione tanto quanto quelle psicologiche e relazionali. Ad esempio ricordo di una donna che fece tanti incontri con uno psicologo per un dolore durante l’atto sessuale. Di seduta in seduta non migliorò nulla e fu solo quando andò a fare una visita dal ginecologo, che sarebbe stato opportuno consigliarle prima, che scoprì di avere l’utero retroverso, quindi il dolore era dovuto a quello, e questo utero retroverso era dovuto ad un’infiammazione.

Quindi uno studio ad hoc sulle problematiche di natura sessuale è fondamentale. Questo è il motivo per cui, con gli allievi della nostra scuola di specializzazione in Psicoterapie Bravi Strategiche, di cui peraltro nel gruppo Facebook “Terapie Brevi” puoi trovare programmato il prossimo open day, andiamo a trattare molto approfonditamente questo tipo di problemi. Tuttavia se, come con tutti i miei video per gli psicologi, vai a considerarli non come una formazione ma come una informazione su determinati concetti, allora magari ti può essere utile vederlo.

Quindi le Terapie Brevi si occupano anche di problematiche di natura sessuale, che detta così fa pensare che non si occupino, invece, di altre cose quando non è così: le terapie brevi lavorano con tutti i tipi di problemi. E tra questi ovviamente c’è il vaginismo: una contrazione involontaria della muscolatura perivaginale e vaginale che rende impossibile la penetrazione e doloroso il tentativo di farlo.

Capisci già che a questo livello c’è molto da approfondire: ad esempio la ragazza, o donna in questione, ha avuto questo problema con il partner precedente, o solo con il partner attuale?

Perché, per esempio, in questo secondo caso potresti andare ad indagare un po più approfonditamente la relazione attuale che sta vivendo. E poi, riferisce di aver questo problema da sempre, oppure magari in seguito a un evento specifico, come un trauma, o un lutto, un abuso. Perché in questo caso, magari, vorrai andare a lavorare e ad indagare meglio quell’aspetto. E peraltro, cosa fondamentale, che cosa si aspetta dalla terapia, che sia focalizzata sul sintomo, o che vada a prendere in considerazione altri aspetti? Questo è molto importante, perché sai che l’alleanza terapeutica si basa anche sul fatto di aggiustare il metodo a seconda delle preferenze del cliente, quindi devi essere in grado di essere abbastanza flessibile da cambiare gli strumenti con cui lavori.

E, peraltro, questa non trascurabile preferenza del cliente rispetto al metodo di terapia utilizzato, è uno dei motivi per cui, nella nostra scuola, insegniamo quattro modelli di Terapia Breve,con due epistemologie in particolare in comune, che si accordano tra di loro, ma che ti permettono di passare da un modello all’altro a seconda di quello che la persona che hai di fronte ha più bisogno.

Fatte queste, e decisamente altre, valutazioni, una tecnica che spesso si rivela utile per questo tipo di problemi è un intervento di tipo paradossale. Sai, infatti, che le tecniche paradossali funzionano molto bene con le problematiche altamente sintomatiche, cioè percepite dalla persona come involontarie, comportamenti disfunzionali che sono al di là del nostro controllo. In questo caso l’intervento paradossale cosa fa? Va a prescrivere esattamente il comportamento di cui ci vogliamo liberare.

E, nel caso del vaginismo, ciò che viene prescritto è proprio quell’irrigidimento muscolare che rende impossibile e dolorosa la penetrazione. Uno dei modi di farlo è quello di concordare con la donna uno spazio giornaliero in cui deve andare ad irrigidire volontariamente i muscoli dell’area pelvica. Secondo alcuni esempi, che in italiano sono ad esempio riportati nel bellissimo libro di Giorgio Nardone e Matteo Rampin “La mente contro la natura”, che adesso è stato ristampato e si chiama “Quando il sesso diventa un problema”, si può dire alla persona, alla donna, di farlo anche con degli oggetti voluminosi, come un pallone, o anche altri oggetti casalinghi.

Ogni giorno la donna dovrà stringerli tra le ginocchia e le cosce allenandosi, per una quindicina di minuti, a contrarre e rilassare, contrarre e rilassare. È anche importante dare una ratio alla strategia proposta, che può essere quella di rendere controllabile l’incontrollabile, e anche proporre una gradualità: arrivare mano a mano ad uno stadio di rilassamento profondo, poi tornare indietro, poi uno stadio intermedio, e così via.

Una volta praticato l’esercizio per due, tre o quattro settimane, se la donna ha un partner o una partner si può dire di continuare a praticare l’esercizio con lui o lei. I due avranno rapporti ma, nel momento della penetrazione, si fermeranno con il partner o la partner tra le ginocchia e le cosce della donna, e potranno coccolarsi, potranno chiacchierare, potranno fare quello che vorranno, mentre lei pratica l’esercizio di contrarre e rilassare, contrarre e rilassare…

Ovviamente la penetrazione, se pur a questo punto potrebbe esserci, non deve esserci. Perché a questo punto poi, successivamente, di nuovo con gradualità, potrà esserci una penetrazione. Arrivati a questo punto, a volte, si può scegliere di utilizzare altre tecniche, integrandole, come ad esempio la tecnica delle “belle statuine”, utilizzata più spesso nei casi, per esempio, di dispareunia, dove la penetrazione è possibile, seppur dolorosa.

Magari sull’argomento ci faccio un video a parte, perché, come anticipato su questo, si può veramente dire tanto, quindi magari se vi interessa ci riservo altri video. Quindi, detto questo, però ti invito nuovamente ad andare a studiare per bene questo tipo di problematiche, in modo che tu possa andare ad approcciare ad esse…

…in modo più rilassato

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