Mi arriva una persona che mi dice che non riesce a smettere di pensare a una determinata cosa, così le dico di fare così: tutte le volte che le viene da pensare a quella cosa deve schioccare le dita e dire “Jordan torna qui”.

Sì lo so ho detto Jordan, poi vi spiegherò perché.

Ecco questa è una tecnica che io uso costantemente e funziona! Una linea guida del mio modo di fare terapia breve è proprio semplificare, cioè non tanto andare a cercare l’essenza delle cose, ma l’essenziale, e questo vale tanto a livello teorico quanto a livello tecnico. Ci sono tutta una serie di problematiche che possono essere risolte semplicemente andando a interrompere un’ abitudine disfunzionale e questo vale in particolar modo per il pensiero, anzi per il pensare. Infatti il pensiero, raramente è disfunzionale in sé, anche pensare al suicidio o a farsi del male è un contenuto,cioè un oggetto mentale che molti hanno avuto ma che non è stato problematico perché magari non è stato così intenso o è durato poco. Non voglio dire che pensare di suicidarsi o di farsi del male sia bello, voglio dire che molte persone riescono a risolvere, andare oltre, a superare questo tipo di contenuti senza problemi.

Il problema è più a livello del pensare che del pensiero, cioè di ciò che facciamo più che del contenuto, del processo.

Se pensi costantemente a un torto subito, o detto in altre parole se rimugini, il problema non è tanto nel rimugino stesso, nel contenuto del rimugino, ma proprio nel rimuginare, nel fatto che stai rimuginando. E se ci pensi costantemente vuol dire che è divenuta un’ abitudine, allora la cosa più semplice da fare l’essenziale, è provare a interrompere quel rimuginare e farlo abbastanza spesso da interrompere quell’abitudine.

Mettendola in una formula matematica potremmo dire che quando avviene X tu fai Y.

Ma quando fai Y mantieni X.

O in altre parole quando una persona ti fa un torto tuoi inizi a rimuginare, ma il fatto che tu continui a rimuginare mantiene in vita il pensiero del torto subito che continuerà a farti rimuginare. Generalmente spiego ai miei pazienti questo processo usando proprio questa immagine in realtà evito le x e le y perché non ci si capisce niente, utilizzo proprio le cose che loro mi hanno detto.

E a quel punto gli dico una cosa: tu non puoi agire sulla X, non puoi agire sul pensiero, perché il pensiero del torto subito quando arriva arriva! Tu puoi agire sul pensare, sul rimuginare perché quella è un’azione che tu fai e che possiamo e dobbiamo andare a bloccare.

Facciamo un riassunto.

Molti tuoi pazienti arrivano con un problema X che può essere legato a una cosa che fanno, Y. E in questi casi puoi suggerire di andare a bloccare o modificare Y in modo da far cessare X. E qui arriva la tecnica dello schiocco!

Al mio paziente dico che il modo più semplice di andare a bloccare la Y è quello di schioccare le dita e dire “Jordan torna qui”. Ovviamente Jordan è il nome del paziente, però potrebbe essere interessante di dirgli di dire un nome a caso, si, perché no! È una semplice tecnica di distrazione, ma se la metti in atto abbastanza a lungo finisce per modificare l’abitudine l’abitudine a rimuginare o a fare e rifare la Y.

Ecco, qui c’era un passaggio importante: non puoi limitarti a dire la maggior parte delle volte “ok da qui alla prossima volta schiocca le dita, di il tuo nome e il problema si risolve, ciao, ci vediamo tra due settimane”.

Per quanto credimi la tecnica è tutta qui, al suo ripeterla sufficentemente, noi dobbiamo dare un senso al suo perché. Perché a scuola certe materie ci annoiavano? Perché non ci veniva spiegato il senso, il significato che avrebbero avuto per noi. Ci sono delle persone che si affidano ciecamente, però la maggior parte ha bisogno di trovare una spiegazione di dare un senso e possibilmente un senso che torni anche a loro.

Uno dei modi che uso io per fare questo è quello di utilizzare un paio di metafore. Ad esempio spiego che il pensiero disfunzionale, la X, è come un’ erbaccia ma che il pensare, rimuginare, la Y, è come un fertilizzante, e quindi dico proprio che tutte le volte che tu vai a pensare, rimuginare, continuare a pensarci su stai fertilizzando l’erbaccia, invece noi dobbiamo togliere il fertilizzante per far sì che l’erbaccia inizi a seccarsi fino alle radici. Questo è un modo per spiegare a un certo livello che quello che dovremmo andare a fare è bloccare il comportamento disfunzionale affinché il contenuto che non ci piace non torni più. Un’altra cosa che faccio è anticipare alla ,persona che ci vorrà un po’, io dico proprio “ti verrà il callo, perché all’inizio dovrai farlo tante volte perché è un’abitudine, una cosa che ti sei abituato a fare questa azione, questo rimuginare, ma più lo farai e meno avrai bisogno di farlo”, in più le dico anche che sicuramente all’inizio schioccherà le dita ma il pensare poi ricomincerà, il comportamento disfunzionale, la Y, riprenderà e le dico però che è normale anche questo, proprio perché è un’abitudine, deve cambiarla quindi deve continuare a farlo, e più lo farà di nuovo, meno avrà bisogno di farlo, meno il contenuto si presenterà e più sarà facile interromperlo successivamente.

Ci sarebbe molto da dire su questa tecnica che nella sua semplicità mi aiuta con una gran quantità di persone, anzi aiuta una grande quantità di persone.

3 Idee da riassume per andare a chiudere sono prima di tutto che una cosa molto semplice, anzi partire da una cosa molto semplice, può essere quello di cui hai bisogno per aiutare le persone con cui lavori.

2) Che spesso bisogna andare ad agire su quello che la persona fa e che mantiene il problema come ci insegna anche la terapia strategica.

3) Che la persona deve capire che cosa deve fare ma dargli anche in particolare un senso, un perché, affinché tu possa assicurarti che continui a farlo.

Spero che ti sia stata utile come tecnica, naturalmente ti invito ad avere sempre una formazione adeguata per riuscire a utilizzare questo e altre tecniche all’interno della tua pratica, noi spendiamo molto tempo per esempio nella nostra scuola di specializzazione per spiegarle e per formare adeguatamente una persona, però in ogni caso spero che ti sia stata utile, che ti possa aver dato qualche spunto interessante e se ti stai ancora chiedendo perché io abbia utilizzato il nome Jordan…

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