Ma che vuol dire “resistere al cambiamento”? Si può dire che l’uomo “naturalmente” resiste ai cambiamenti, cioè di fronte a qualcosa di nuovo o diverso spesso si oppone, preferendo mantenere lo status quo.

Ma se pure questo sembra un fatto, qualcosa che “è così e basta”, dovremmo indagare la natura del “cambiamento” a cui è sottoposta la persona.

Se ti dico: “Domani ti trasferisci a Melbourne” è diverso dal dirti “Melbourne è uno splendido luogo, ospitale, con gente gentile, ritmi rilassati e tante cose da vedere e godere.” In più, qual è l’obiettivo di indurti ad andare a Melbourne? Farti rilassare? Ma allora il tuo “No, a Melbourne non ci vado” è una resistenza al cambiamento, una resistenza al rilassamento, una resistenza al modo in cui te l’ho proposto o una resistenza a quel modo di rilassarti?

E a questo punto che succede se io ti dicessi: “Mi sembra di capire che per te è importante rilassarti, ho capito bene? Che idee ti vengono in mente, per poterlo fare nel modo migliore per te?”

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