In psicoterapia c’è uno studio che ha fatto molto scalpore.

È lo studio di Asay e Lambert che, in grande sintesi, dice che in sostanza nella psicoterapia le tecniche spiegano soltanto il 15% dell’efficacia del trattamento.

In realtà è un po’ più complesso di così e se vuoi approfondirlo ti consiglio il mio video sulla Lambert’s pie, la torta di Lambert, la torta come grafico ovviamente oppure ovviamente tutti i libri e gli articoli che hanno commentato quel tipo di risultati. Però c’è da dire una cosa: gli studi che stanno dimostrando che le tecniche vanno un pochino ridimensionate, sono tanti, non c’è soltanto Lambert. Ad esempio anche Wampold sta sostenendo da tempo che la differenza non la fanno le tecniche.

Addirittura ha condotto una serie di studi che vengono chiamati “dismantled”, ” smontanti”, perché appunto da una seduta di psicoterapia smontano la tecnica che veniva considerata la leva principale su cui faceva perno la seduta stessa e che si considerava determinasse maniera vincente la seduta e la psicoterapia, e ha scoperto che non è così, è comunque efficace!

Ma cosa intendo quando dico che la tecnica non è niente?

Ovviamente il titolo di questo video è volutamente provocatorio, però dobbiamo davvero fare una riflessione importante.
Perché facendo, tenendo diversi corsi per psicologi e psicoterapeuti, dirigendo e organizzando la scuola di psicoterapia breve sistemico strategica, una cosa che vedo è che c’è proprio molta fame di tecniche. Che tecnica uso per il paziente ossessivo? Quale strategia adotto per combattere l’anoressia? Queste sono un po’ le domande che ricevo più spesso. Abbiamo una sensata fame di tecniche psicologiche e psicoterapeutiche, però abbiamo scoperto che hanno un peso diverso da quello che  credevamo.

Se ci pensi, come accennavo nel video della scorsa settimana la tecnica non è altro che un “riduttore di complessità”. Questo è un termine che ho preso a prestito  da Paul Watzlawick e lo possiamo usare per definire un costrutto che ha lo scopo di semplificare la comprensione della realtà o l’azione nella realtà.

Mettiamola così: un qualunque strumento teorico o tecnico che cosa fa? Va ad agire su una fetta della realtà per darne una comprensione migliore, utile a uno scopo ovviamente, oppure per permetterti di raggiungere più facilmente quello scopo.

In tal senso una tecnica di psicoterapia che cosa fa?

Condensa insieme una serie di conoscenze che il terapeuta esegue o fa eseguire al suo paziente con lo scopo di aiutarlo a stare meglio. In questo senso potremmo vedere la tecnica come un riduttore di complessità: condensa insieme queste conoscenze per trasformarle in uno strumento operativo. È un po’ come se tu avessi una massa di pongo, la conoscenza, e la facessi passare attraverso una di quelle lastre di legno con un buco a forma di stella, di quadrato o di cerchio, perché hai bisogno di quello, di stelle, di quadrati o di cerchi.

Comunque non lo so come mi vengono questi esempi!

Ecco, il punto è che non esiste solo quel modo di fare stelle cerchi e quadrati.

Ad esempio potresti usare degli stampi, delle formine a forma di stella oppure modellare il pongo con la mano a forma di stella o di cerchio o ancora prendere un coltello e ritagliare una stella, un cerchio, un quadrato! Ecco, in questo senso la tecnica non è niente in sé, è soltanto una lastra o un coltellino o una formina.

Non è lo strumento unico e definitivo che devi assolutamente conoscere per risolvere quel problema perché se non conosci quello “oh mio dio come faccio”…

Tra qualche settimana tengo, l’ho già detto diverse volte, il workshop nelle 9 logiche di terapia breve, un concetto su cui ho fatto video lungo tutto il corso dello scorso anno, ho tenuto conferenze in tutto il mondo, davvero in tutto il mondo, in tutti i continenti, e su cui ho scritto e sto scrivendo un po’ di articoli e presto spero anche un libro!

Ecco lo scopo in quel caso è proprio quello di andare a individuare cosa c’è dietro le tecniche, perché una volta che lo sai, puoi scegliere la tecnica più adatta oppure creare la tecnica più adatta. Se sai che il risultato finale deve essere una stellina non ti interessa davvero tanto come crearla, o meglio ti interessa perché magari per quella situazione cioè per quella persona, per quel problema, per quel momento della terapia, per quel setting, non hai a disposizione un coltellino oppure uno stampino a forma di stella non è la cosa più adatta, è meglio una lastra o è meglio usare le tue mani!

Detto in altri termini se dovessi, per esempio, aiutare una persona a liberarsi dalla sua ansia potresti usare una tecnica di desensibilizzazione sistematica, una tecnica paradossale, un flooding, un diario di bordo, un insieme di domande come se, tutti questi approcci possono aiutarti a raggiungere il risultato, però sicuramente alcuni, piuttosto che altri, potranno essere utili per quella persona, o in quel momento per quel particolare problema. Insomma l’idea è quella di non fare un’abbuffata di tecniche, di non annaspare cercando di imparare più tecniche possibili, spesso quello che basta è cercare di capire le logiche sottostanti, come per esempio spiegherò nel workshop che terrò a breve, e cercare di capire che per essere un bravo  psicoterapeuta non devi essere…

…eccessivamente tecnico.

 

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