Ma il tuo paziente la sa fare quella cosa?

In un passaggio del suo libro sulla Terapia a Seduta Singola e Terapia Cognitivo-Comportamentale, passaggio in cui parla di coaching ma che va benissimo per la psicoterapia, Windy Dryden parla di un concetto a me molto caro.

La persona che hai di fronte deve essere in grado di fare ciò che le stai chiedendo.

Tempo fa una cliente mi disse che lo psicologo visto in precedenza insisteva con una tecnica che lei non riusciva a mettere in atto, al punto che decise di non andarci più.
La tecnica era giustissima per quel tipo di problema: io stesso la applico con successo il più delle volte in quel tipo di situazioni, e se la cliente non mi avesse accennato alla sua esperienza precedente avrei probabilmente cominciato con quella.

Tuttavia, di fronte all’incapacità reiterata della persona di metterla in atto, tutto dovremmo fare tranne che insistere.

I motivi dichiarati di tale “incapacità” possono essere tanti: non la comprende, la spaventa, la fa ma non vede risultati, dice di non avere tempo, sostiene si ottenere l’effetto opposto ecc.

Li possiamo anche analizzare con lei ed è sano (anche se non sempre) ritentare una volta o due, se la persona è ben disposta.
Ma se continua a non andare, cambia rotta.

Il terapeuta che non si schioda dalla tecnica spesso sta dimostrando di essersi limitato a studiare a memoria i libri e ad aver frequentato senza spirito critico i corsi, applicando rigidamente quanto appreso, semplicemente perché “in questi casi si fa così”. Quando piove si apre l’ombrello, ma se l’ombrello è rotto, è bucato, o non ce l’hai proprio, puoi tirare su il cappuccio della felpa, usare un giornale o la borsa, o addirittura far salire il collo del maglione fin sopra la testa per coprirla.

Lo stesso vale per una tecnica che non sta funzionando: trova un’alternativa.