Che cos’è, ESATTAMENTE, il problema del tuo paziente?

Continuando con la Definizione del problema, abbiamo detto che dev’essere chiara, operativa e corredata da esempi.

Windy Dryden fa un esempio utile.

Una persona dice che va in ansia quando deve parlare in pubblico (e qui si aggiunge anche il discorso che facevo sulle diagnosi, poiché oggi molte persone non dicono “Ho problemi a parlare in pubblico” ma “Ho un problema di public speaking”, reificando il problema stesso). “Ma cosa significa?” dovremmo chiederci e chiederle. “Hai il problema prima, durante o dopo? E cos’è questo problema: ti senti fisicamente in ansia o hai paura del giudizio di chi hai di fronte? E riesci a fare il discorso, o alla fine eviti?” e via dicendo.

Solo in base alle risposte potrai capire come esserle di aiuto e, ancora più importante, aiutarla ad aiutarsi.

 

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