Giorgio Nardone racconta di un uomo che per paura di contrarre l’Aids

aveva l’ossessione di sterilizzare tutto.

Si lavava le mani di continuo dopo aver toccato la mano di qualcuno,

o sterilizzava qualunque oggetto per paura che avesse tracce di sangue,

e così via!

Così Nardone gli prescrisse questa tecnica:

Ogni qualvolta avesse lavato o sterilizzato qualcosa

per paura di poter contrarre l’Aids, avrebbe dovuto farlo per Cinque volte.

Questa è proprio una classica prescrizione del sintomo,

formalizzata in questo modo nella terapia breve strategica

e molto utile per i problemi di compulsioni.

Rientra all’interno di quella logica che io ho chiamato “Incrementare per ridurre”

di cui ho parlato nel video di qualche mese fa,

ed è piuttosto semplice da applicare!

Devi invitare la persona a fare esattamente il comportamento sintomatico

solo che lo deve fare più volte.

Un altro esempio che mi viene in mente è quello di una persona che viene da me

per la classica serie di compulsioni,

doveva controllare più volte se il gas fosse chiuso, se la porta fosse ben chiusa a chiave,

se l’oggetto messo a posto era stato messo a posto nel posto giusto, e così via!

E anche lì gli dissi che nelle due settimane tra il primo e il secondo incontro

avrebbe dovuto fare esattamente quelle cose

ma avrebbe dovuto farle per 5 volte.

Oh, un aspetto fondamentale di questa tecnica che però ti dà anche prova della sua efficacia

è la struttura verbale con cui è costruita.

Nardone l’ha realizzata con questa formula:

“Da qui alla prossima volta in cui ci vedremo,

tutte le volte in cui dovrai fare x (quindi ad esempio lavarsi le mani, spostare l’oggetto, ecc..)

dovrai farlo per 5 volte, non una di meno, non una di più.

Puoi non farlo, ma se lo fai lo fai 5 volte, non una volta di più, non una volta di meno.

È importante questa formula comunicativa, perché da un lato gli dici che può non farlo

quindi può lasciare il sintomo,

se poi invece vuole farlo, lo deve fare 5 volte.

Dall’altro usi la musicalità, il ritmo, la ridondanza,

che, come già ho detto nei video di qualche mese fa sulla comunicazione

e sul linguaggio suggestivo in terapia breve,

è fondamentale per far sì che la persona con molta più probabilità applichi la tecnica.

Milton Erickson spiegava che un sintomo è per definizione

qualcosa che va fuori il tuo controllo, quindi

se inizi a farlo volontariamente lo spogli del suo valore.

In pratica se esegui volontariamente qualcosa che è per definizione un sintomo involontario,

lo spogli della sua involontarietà e diventa più facile metterlo sotto il tuo controllo.

Devo dire che è una spiegazione che a me non ha mai convinto troppissimo

è un po’ lacunosa,

io penso che ci sia più dietro qualcosa che ha a che fare con la consapevolezza,

con un aumento, un incremento della consapevolezza

di quello che si stà facendo, quindi un maggior controllo di quello che si stà facendo

di quel comportamento, e quindi

da qui anche un abbandono di quel controllo.

Quale che sia la spiegazione teorica che più ti piace,

rimane un fatto incontroversibile:

funziona a meraviglia!

Spesso già in seconda seduta vedi che il sintomo si stà incrinando,

che tutto il sistema sta collassando su se stesso

e che il problema è quasi risolto.

A quel punto che devi fare?

A quel punto aumenti la dose!

Dici alla persona che, ti congratuli con lei ovviamente,

poi dici che da qui alla prossima volta in cui ci vedremo

dovrà fare quel sintomo, può non farlo, ma se lo farà dovrà farlo per 7 volte,

e poi alla seduta successiva per 9 volte,

e quella dopo ancora per 12 volte, poi per 13, e così via dicendo.

Vai avanti fino a che non hai estinto del tutto il sintomo,

e poi in generale puoi usare questo tipo di tecnica per qualunque tipo di compulsione,

però devi assicurarti che sia numerabile.

Deve essere quindi quantificabile, perché se si tratta

di una di quelle compulsioni che è più a sensazione

devi fare altro, su quello magari ci faccio un video apposta.

Per approfondirla ti consiglio il libro recente

“Ossessioni compulsioni manie” di Nardone e Portelli,

se no va beh, l’intramontabile “Change ” di Watzlawick e colleghi,

o l’Opera Omnia di Milton Erickson.

Ricorda poi sempre di ovviamente studiare bene per padroneggiare questa tecnica,

noi nella nostra scuola di specializzazione perdiamo molte ore,

molte lezioni per aiutare i nostri studenti ad apprenderla ed utilizzarla in modo utile.

Quello che devi fare quindi è:

Mettiti lì, vedi come funziona bene, studia studia studia studia,

anche a costo di essere…

…un po’ ossessivo.

 

 

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