La terapia non dovrebbe servire a soddisfare la nostra (“di noi terapeuti”) ricerca della “verità”.
Nella vita di tutti i giorni, la ricerca della verità ha spesso poco a che fare con la soluzione dei problemi.
Questo abbandono della ricerca delle cause e della verità è via via più valido, come atteggiamento, nel momento in cui ci si avvicina a ambienti in cui la verità è impalpabile.
La nostra (come sopra) verità è per lo più una verità teorica. Guai a qualunque terapeuta, di qualunque orientamento, breve o lungo che sia, che dimentica questo e pensa di star agendo secondo “la vera verità”.
Persino tutto questo appena scritto dovrebbe essere messo in discussione.
“Lo schizofrenico ha un problema reale: si chiama vita” dice Michael Hoyt, invitando a non curare la diagnosi, né la nostra teoria, ma ad aiutare la persona in modi concreti.