In una metanalisi del 2014 di Gaskin, commissionata dalla Psychotherapy and Counseling Confederation of Australia, si è visto che gli approcci psicoanalitici tendono a durare una media di 230 – 260 sedute, circa 6 sedute al mese per tre anni e mezzo. Se c’è un accordo generale nel dire che tutti i principali approcci psicoterapeutici sono ugualmente efficaci, su un altro punto c’è una bella differenza: l’efficienza.

Personalmente non penso che abbia senso parlare di quanto debba durare una psicoterapia, perché ci sono troppi fattori che possono concorrere in questo. Penso che abbia senso parlare di quanto possa durare una psicoterapia.

In altre parole, possiamo capire quali sono quegli elementi che ci permettono di farla durare il meno possibile: non c’è scritto da nessuna parte che una terapia debba durare per forza tanto o per forza poco, però si può capire come fare per farla durare poco piuttosto che tanto.

Uno degli elementi che, a mio parere, può aiutare a fare questo è dare i compiti. Non penso che dare i compiti sia l’unico modo per abbassare la durata di una terapia, ma penso che sia un bell’aiuto.

In realtà, in materia c’è una grande discussione: c’è chi dice che aiuta, c’è chi dice che non aiuta, c’è chi dice che può essere dato solo per problemi poco severi… insomma,  ognuno ha le sue opinioni.

Nella mia esperienza, se vuoi aiutare una persona a stare meglio e risolvere i suoi problemi più velocemente, dovresti dagli delle cose da fare tra una seduta e l’altra. Ci puoi sempre provare, non è detto che ci riesca, però almeno ci hai provato.

Ecco tre motivazioni di base essenziali per cui dovresti dare dei compiti ai tuoi clienti o pazienti, per aiutarli nella terapia. Sono solo tre mie opinioni: se vuoi dire la tua, commentare, criticare, dare dei suggerimenti o anche portare le tue esperienze da terapeuta, commenta qui sotto, lascia la tua opinione, a me fa solo piacere.

  1. Senza voler andare a scomodare costrutti come quello di Esperienza emozionale correttiva di Franz Alexander, il punto è che far fare è meglio di far capire. Come dice il mio amico Michael Hoyt, l’insight ti fa capire, ma l’esperienza ti fa cambiare.
  1. Una questione meramente numerica. Io generalmente vedo le persone ogni 15 giorni, ma se le vedi anche una volta a settimana mediamente, vuol dire che le vedi un’ora a settimana. E le altre 167 ore? Chi sostiene l’utilità dei compiti, giustamente evidenzia che questi permettono di portare l’effetto di quello che si è fatto nell’ora di terapia anche nella vita di tutti i giorni, al di fuori di quella singola ora, per amplificare il lavoro che si è fatto nella seduta.
  1. Già il signor Freud diceva nel 1915: “È assai più consigliabile che gli ammalati, durante il trattamento, rimangano nelle condizioni che li obbligano ad affrontare i loro problemi, via via che si presentano”. Se forniamo alle persone delle indicazioni per aiutarle ad affrontare i problemi che si trovano via via nel quotidiano, tanto di guadagnato per loro, anzi, io onestamente credo che molte persone si rivolgano a noi proprio perché vogliono essere aiutate a vivere meglio nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni.

Queste naturalmente sono solo alcune mie riflessioni. Se vuoi aggiungere le tue, dire cosa ne pensi, magari parlare anche di quali compiti possiamo dare e in quali occasioni, scrivilo qua sotto che a me fa soltanto piacere.

Per concludere potrei utilizzare, modificandola leggermente, una frase di Heinz von Foerster, che a questo punto suonerebbe così: “Se vuoi cambiare, impara ad agire”.

Vuoi applicare le Terapie Brevi nella tua pratica?
Segui i miei video su You Tube.
Partecipa a una delle mie formazioni.
O contattami e chiedimi di più.

Tag:, , , ,