Molte persone si presentano in terapia per una sola seduta.
Questo è un fenomeno che è stato studiato da tanti autori ma sistema utilizzato poi negli anni Ottanta, all fine degli anni Ottanta, da Moshe Talmon, Michael Hoyt e Robert Rosenbaum: è da allora che abbiamo la terapia a seduta singola.
Io, peraltro, sono andato a studiare proprio da Hoyt, in California, oltre che al Bouverie center, in Australia e devo dire che è un approccio molto interessante, che adesso, per fortuna, viene applicato anche qui in Italia.

Quello di cui volevo parlare oggi è questo libro: Capturing the moment che è la panoramica, a mio parere, più completa sulla terapia seduta singola. Uscirà in questo periodo, credo, forse quando vedrete questo video sarà già uscito da un pochino anche il secondo volume. Uscirà a breve anche il manuale italiano di terapia a seduta singola. Ma tuttora Capturing the moment è sicuramente il libro migliore per saperne un po’ di più sulla terapia a seduta singola. Lo stiamo anche traducendo in italiano per quello dovrete avere un po’ di pazienza.

È una curatela con 25 capitoli, scritta da Michael Hoyt e Moshe Talmon, appunto due del team originale di terapia a seduta singola. Si chiama Capturing the moment – single session terapie walk-in service, perché parla molto della logica walk-in, di cui magari parlerò in un altro video.

Tre spunti interessanti di Capturing the moment:
1) sicuramente ti dà una panoramica completa della terapia a seduta singola, così come viene fatta in tutto il mondo. Ci sono autori che vengono dagli Stati Uniti, dall’Australia, dal Messico, dall’Europa… quindi è veramente una panoramica completa; è un modo per avere di fronte diverse declinazioni della TSS.

2) Ti permette di scoprire il fatto che le applicazioni della TSS sono davvero tante, si va dalla psicoterapia individuale alla psicoterapia della famiglia, dalla psicoterapia per i disturbi di coppia e per i disturbi sessuali, da l’ipnoterapia fino all’ippoterapia. Ci sono veramente tanti esempi, qui, che possono essere utili per capire come utilizzarla nella propria attività lavorativa.

3) C’è una serie di spunti e implicazioni che ti permettono di capire un attimo come arrivare a declinare la Terapia a Seduta Singola all’interno del tuo modo di fare psicologia o psicoterapia. Personalmente, mi ha dato molti spunti che mi hanno permesso sia di preparare i workshop e dare dei consigli ai colleghi, sia, in prima battuta, di utilizzarla con i miei pazienti.

Questo libro, secondo me, è un must have per saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola. Se non sai l’inglese, aspetta la versione italiana oppure vai su www.terapiasedutasingola.it,  che è uno dei miei progetti, dove troverai un blog, con ogni mese un paio di articoli anche tratti da idee e spunti di questo libro.

Ormai la terapia a seduta singola si sta facendo strada sempre più anche in Italia quindi, a mio parere, è un ottimo modo per avere una freccia in più nella tua faretra.

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