Viene da me una donna che pensa continuamente
all’ex-partner,

con cui la relazione è finita in modo brusco e inspiegabile.

Mi dice
che lui non la merita, ma contemporaneamente

continua a pensarlo tutto il giorno. Così,
durante la seduta le dico:

“Come mai gli stai facendo questo regalo?

Come mai continui
a donargli il tuo tempo, i tuoi pensieri,

i tuoi sentimenti… dopo quello che ti ha
fatto? Perché mai vorresti dover recitare

la parte dell’ingenua cortigiana che aspetta
che il grasso re la reclami nelle sue stanze?”.

La donna sgrana gli occhi e con una luce negli
occhi mi diceva: “Assolutamente no.

Non voglio donargli nemmeno un altro secondo, a quello
lì!”, e nell’incontro successivo mi racconta

come abbia ricominciato a dedicarsi a se stessa
e a ciò che è davvero importante per lei.

Questo caso, che per ovvie ragioni di privacy
è una sintesi di più situazioni viste nel

corso della mia esperienza, è un esempio
della logica che ho chiamato “Creare avversione”.

Come anticipavo negli scorsi video, negli
anni mi sono messo a studiare un bel po’

di tecniche di intervento utilizzate in diversi
approcci di Terapia Breve, con l’idea che

anche se esistono centinaia di tecniche, queste possono
essere ricondotte a un piccolo numero di logiche,

logiche che il terapeuta segue perché vuole provocare determinati effetti.

Così, dopo un bel po’ di lavoro, ho identificato queste 9 logiche differenti,

che lo scorso anno ho presentato
alla Brief Therapy Conference tenutasi in California

e che adesso ho deciso, ogni secondo martedì
del mese, di spiegare in video come questi.

E la prima da cui voglio iniziare appunto è la
logica del “Creare avversione”.

In pratica ho notato che esistono tutta una serie di
interventi che i terapeuti brevi utilizzano

per indurre la persona a considerare alcuni
suoi comportamenti o atteggiamenti come poco

utili, poco piacevoli, indesiderabili. In
pratica li aiutano a rendersi conto che ciò

che stanno facendo non è un bene per loro,

spesso suscitando un sentimento di vera e propria avversione

verso quei comportamenti o atteggiamenti.

Facciamo un esempio: prendiamo la tecnica della “Paura dell’aiuto”

così come formulata da Giorgio Nardone nel suo protocollo di intervento per gli attacchi di panico,

è uno dei tanti esempi di logica del creare avversione.

In quel caso si dice alla persona
che quando chiede a qualcuno di aiutarla,

magari stando con lei in casa o accompagnandola
a fare delle commissioni senza lasciarla da sola,

da un lato chi la sta aiutando le sta dicendo “Ti voglio bene”, però dall’altro le sta

comunicando “Tu da sola non sei in grado”.
L’idea, in questa tecnica e quindi in questa logica,

quindi la logica seguita dal terapeuta,

è quella di produrre un’avversione verso
quel comportamento, inducendo la persona a

smettere di farlo, senza però chiederglielo
direttamente, perché, ovviamente, il terapeuta ritiene

che in quel modo non otterrebbe alcun risultato.
Mi pare di aver letto proprio in un libro

di Nardone il termine “Creare avversione”, non ne sono sicuro, comunque mi è sembrata una buona etichetta

per tutti quegli interventi e quelle manovre
tese a motivare o indurre la persona ad abbandonare

un determinato atteggiamento o comportamento
evocandone la sua indesiderabilità.

C’è da considerare che molte tecniche possono
indurre questo effetto: la differenza è più

nel loro utilizzo. Infatti, nello studio delle
9 logiche una cosa che ho visto è che molte tecniche

possono rispondere a più logiche, sebbene spesso sembra che alcune siano più portate verso

una o verso l’altra. Quindi, cosa puoi portarti
di utile da quanto appena detto?

Beh, uno dei vantaggi di conoscere le 9 logiche è
che ti permettono di creare delle tecniche

ad hoc, basandoti appunto sulla logica che hai deciso di seguire, anziché “sparando nel mucchio”

tecniche a casaccio sperando di fare centro.
Se ti interessa saperne di più, sto organizzando

un corso per apprendere le 9 logiche, riservato solo
agli psicologi e limitato anche a pochi posti,

e se sei interessato puoi andare su www.flaviocannistra.it e registrarti.

Intanto, però un suggerimento è

quello di allenarti a individuare delle situazioni
in cui si rivela estremamente utile aiutare

la persona a rendersi conto di quali atteggiamenti
o comportamenti siano in realtà controproducenti,

non tanto dicendoglielo direttamente ma evocando
la sensazione che ciò che sta facendo non

la aiuta ad uscire dalla stanza…

…ma solo a
prendere a testate la porta.

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